ISSN 2784-9635

Vendita forzata e normativa antiriciclaggio: lo studio del Notariato

Redazione - 02/02/2021

Il Consiglio Nazionale del Notariato pubblica uno studio (n. 45-2020/E_3-2020/B del 4 dicembre 2020) sulla problematica delimitazione dei confini di applicazione della normativa antiriciclaggio ai professionisti rispetto alla vendita forzata.

Nell’approfondimento si conclude nel senso di escluderla, poiché in tale ambito il professionista agirebbe solitamente quale delegato del giudice (ad eccezione della vendita competitiva che si concluda con atto notarile).

Tuttavia, in assenza di regole specifiche, ed al fine di colmare la lacuna normativa sulle procedure esecutive o concorsuali, gli studiosi suggeriscono di ricorrere all’art.12  del D.lgs. n. 231/2007, che nel disciplinare «collaborazione e scambio di informazioni tra autorità nazionali», menziona in più occasioni anche l’Autorità giudiziaria.

Infatti, rimane necessario attenzionare non tanto il lato del debitore (che “subisce” la vendita contro la propria volontà), ma la differente prospettiva dell’acquirente che, “nel decidere liberamente di formulare un’offerta di acquisto, nonostante la natura coattiva della vendita, ben può tenere una condotta tendente a conseguire finalità contrastanti con la suddetta normativa, se del caso integrante anche il reato di cui all’art. 648-bis c.p.”

In un’ottica de jure condendo lo studio propone al legislatore di “incentrare la nuova disciplina sulle peculiarità della vendita coattiva e sulle peculiarità del ruolo svolto in questa sede dal professionista delegato, evitando fraintendimenti e/o inopportune equiparazioni con situazioni differenti, quali lo svolgimento della comune attività professionale, che, oltre a non consentire di conseguire risultati soddisfacenti sul piano del contrasto al riciclaggio, produrrebbero anche effetti distorsivi sull’esercizio della libera professione”.

Sulla problematica applicazione della normativa antiriciclaggio alle procedure esecutive, come noto, lo scorso 9 luglio, con nota congiunta il Consiglio Nazionale Forense, il Consiglio Nazionale del Notariato ed il Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti ed esperti contabili hanno invitato l’ABI e la Banca d’Italia a porre fine alla prassi invalsa tra gli istituti bancari di indicare quale titolare effettivo dei conti correnti accesi in occasione delle procedure esecutive immobiliari il professionista delegato alla vendita.

Nel documento veniva sottolineata, innanzitutto, l’erroneità di una tale scelta, ritenendo più corretto il precedente uso di indicare quale benficial owner il Presidente del Tribunale presso il quale pende la  procedura esecutiva. Altro soggetto che potrebbe essere indicato, invece, quale beneficial owner è l’esecutato, dal momento che quest’ultimo risulta il destinatario dell’esecuzione stessa.

Approfondimenti: CNN Studio n 45-2020 E_3-2020 B