ISSN 2784-9635

Whistleblowing, direttiva UE n. 1937/2019: la trepidante attesa del suo recepimento. Il Position paper di Confindustria di ottobre 2021

Gloria Lazzaro - 20/12/2021

La Direttiva UE 2019/1937, pertinente alla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione, è finalizzata a garantire un livello di protezione elevato e comune per tutti coloro che segnalano violazioni del diritto UE attraverso la creazione di canali di comunicazione sicuri che permettano al whistleblower di effettuare segnalazioni sia all’interno di un’organizzazione che all’esterno.

Confindustria, in particolar modo nel Position Paper di ottobre 2021, ha evidenziato la necessità che gli obiettivi della Direttiva siano armoniosi e bilanciati con la necessità di preservare, oltre che il whistleblower, anche le imprese da abusi e da potenziali rivelazioni di informazioni sensibili.

A tal fine, nel succitato Paper, Confindustria ha messo in luce le ipotizzabili criticità, in particolare in merito al rischio di una eccessiva estensione da parte degli Stati membri rispetto all’ambito applicativo disegnato dalla Direttiva, suggerendo, pertanto, un recepimento fedele.

In particolare, preoccupa il rapporto tra la disciplina vigente e la nuova in tema di segnalazioni rilevanti ai fini del decreto legislativo 231/2001, tenuto conto delle procedure adottate dalle imprese già adeguatesi: a tal proposito, si suggerisce il mantenimento distinto del processo di segnalazione delle violazioni del Modello 231 da quello delle violazioni del diritto dell’Ue, al fine di scongiurare il rischio di maggiori complicazioni operative per le imprese.

Specificatamente, Confindustria, con riguardo all’art.1 dello schema di recepimento, rubricato “Oggetto e Definizioni”, suggerisce di integrare il comma secondo lett. a) n.1 con una limitazione applicativa, specificando che gli illeciti civili, penali o amministrativi oggetto di segnalazione debbano essere tali da ledere l’interesse pubblico. Inoltre, con riguardo alla disposizione di cui all’art. 1 co.2 lett. a) n.2 in materia di segnalazioni inerenti a difformità rispetto al modello organizzativo adottato ex D.Lgs. 231/2001 e, dunque, segnalazioni effettuate nell’interesse dell’impresa, viene suggerita l’opportuna limitazione delle segnalazioni stesse ai soli canali interni a fronte dell’inesistenza di un interesse pubblico tale da giustificare la divulgazione pubblica della segnalazione.

Nel Position Paper vengono, quindi, individuati due scenari applicativi possibili in sede di recepimento della direttiva de quo: il primo panorama ravvisa la disciplina in un unico provvedimento normativo di tutte le segnalazioni, sia quelle a tutela dell’interesse pubblico, sia quelle in materia di segnalazioni inerenti a difformità rispetto al modello organizzativo adottato ex D.Lgs.231/2001; il secondo panorama, invece, prevede una separazione delle due discipline, limitando il campo applicativo del decreto alle segnalazioni potenzialmente lesive dell’interesse pubblico e mantenendo in vigore l’attuale disciplina nazionale sul whistleblowing per le violazioni relative al modello organizzativo adottato ex D.Lgs. 231/2001 e i relativi canali di segnalazione.

Altro tema rilevante trattato dal Position Paper riguarda l’art. 5 del decreto di recepimento in materia di segnalazioni interne, in particolare in continuità con summenzionato art. 1 in ordine alla necessità di prevedere le adeguate distinzioni qualora si voglia disciplinare in un unico provvedimento tutta la disciplina di whistleblowing, si suggerisce di prevedere che per le segnalazioni aventi a oggetto la disciplina 231 l’unico canale sia quello interno, dal momento che non essendoci alla base della segnalazione 231 un interesse pubblico da tutelare risulterebbe sproporzionato prevedere la possibilità di segnalazioni esterne e di divulgazioni pubbliche.

Il Paper, inoltre, suggerisce di modificare lo schema di decreto al fine di non imporre agli enti già dotati di Modello 231 che l’Organismo di Vigilanza sia l’unico destinatario delle segnalazioni whistleblowing, fermo restando il fatto che qualora l’OdV non venga individuato come destinatario esclusivo sarà comunque necessario coinvolgerlo in via concorrente ovvero successiva.

Inoltre, sul tema segnalazioni interne, viene altresì consigliato di consentire alle imprese che ne siano già dotate di continuare a utilizzare i canali operativi di segnalazione già attivati in attuazione dell’art. 6, co.2-bis del D.Lgs. 231/2001 al fine di salvaguardare le procedure di segnalazione già implementate dalle imprese in attuazione della disciplina 231.

Un ulteriore aspetto rilevante riguarda il comma secondo dell’art. 5 dello schema di recepimento che, in linea con la Direttiva, prevede la facoltà per i soggetti privati fino a 249 dipendenti di condividere le risorse per le segnalazioni interne, fatto salvo il rispetto degli obblighi della Direttiva, specialmente quello della riservatezza: la ratio di tale scelta legislativa si ravvisa nella offerta alle PMI di una opzione operativa per semplificare gli adempimenti loro richiesti consentendo, altresì, un contenimento dei costi.

Di seguito il file integrale del Il Position paper di Confindustria di ottobre 2021. Position paper Confindustria 2021